{"id":1133,"date":"2010-12-23T21:17:48","date_gmt":"2010-12-23T21:17:48","guid":{"rendered":"http:\/\/www.michele-biondi-di-giubbino.it\/?page_id=1133"},"modified":"2010-12-23T21:23:49","modified_gmt":"2010-12-23T21:23:49","slug":"giudizi-critici","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.michele-biondi-di-giubbino.it\/?page_id=1133","title":{"rendered":"Giudizi critici"},"content":{"rendered":"<p>Alcuni giudizi critici :<\/p>\r\n\r\n<p>\" le sculture di M. Biondi ci appaiono, pi\u00f9 che una intuizione artistica, una realt\u00e0: una realt\u00e0 un po\u2019 alla Gemoto per intenderci, ma illuminata da una personalissima intuizione dello spirito. Ne scaturisce perci\u00f2 una scultura sua non figure e nemmeno manichini. <br \/>\r\n <em>S.\u00a0 Tripodi<\/em> (1933)<\/p>\r\n\r\n<p>...E' dunque evidente basta guardare \u201cIl Vecchio\u201d bronzo da cera persa\u00a0 che Biondi, oltretutto, ha l\u2019intuizione penetrante del soggetto, la facolt\u00e0 di \u201cmetterlo\u201d nella cera, nella creta o nel marmo sorretto da un\u00a0 straorinario assorbimento del segno; cose queste, che lo portano allo effetto voluto creando, cio\u00e8, dal soggetto il suo \u201coggetto\u201d che,\u00a0 pur rimanendo psicologicamente e spiritualmente umano, ci porta spesso all\u2019astrazione. <br \/>\r\n <em>P. Antonuccio<\/em> (1933)<\/p>\r\n\r\n<p>\u2026 Un artista capace di esprimere il suo ideale: nei suoi inchiostri nei suoi disegni, nelle terre-cotte, nei suoi bronzetti abbiamo la traduzione pratica di una ricerca insaziata a livello d\u2019 arte <br \/>\r\n <em>A. Venturi<\/em> (1933)<\/p>\r\n\r\n<p>\u2026 C \u2018 \u00e8 nella sua Grafica e in quell\u2019 unica tela, lo stesso tono di consapevole forza e lo stesso accento umano che troviamo nelle sue sculture. <br \/>\r\n <em>A.\u00a0 Panza <\/em>(1934)<\/p>\r\n\r\n<p>\u2026 Il disegno, Biondi, l\u2019ha nel sangue ed \u00e8 naturale quindi, che la\u00a0 sua scultura ci appaia come la spiritualizzazione della materia: in quelle forme sofferte, in quelle membra che vibrano c\u2019\u00e8 tutta l,inquietudine\u00a0 sua e del mondo che lo circonda.<br \/>\r\n <em>V. Esposito<\/em> (1934)<\/p>\r\n\r\n<p>\u2026 E' fuori dubbio che\u00a0 Biondi,\u00a0 come artista, esiste: nei suoi inchiostri\u00a0 e in tutte le sue opere non vi sono improvvisazioni, e\u00a0 - ad una asprezza quasi primitiva- accoppia una costruzione varia ed equilibrata una acuta trasformazione della realt\u00e0 che, spesso, \u00e8 lirismo. <br \/>\r\n <em>G. Casciano <\/em>(1939)<\/p>\r\n\r\n<p>Non \u00e8 molto quanto ho visto dello scultore Biondi. Ma \u00e8 tanto da trarne il convincimento che in ci\u00f2 che fa egli cerca sempre di \u201cscavare\u201d dentro portandosi spesso al di fuori e al di l\u00e0 del reale pur non rinnegando il passato.<br \/>\r\n <em>G.\u00a0 de Chirico<\/em> (1952)<\/p>\r\n\r\n<p>I suoi soggetti sono posseduti e trasformati dal sentimento e dal segno e tutto si concreta in una ricerca esasperata della fisionomia intima degli stessi.<br \/>\r\n <em>P. Scarpa <\/em>(1953)<\/p>\r\n\r\n<p>. .. Stira le figure, le esalta con linee costruttive nuove, con accentuazioni\u00a0 e ritmi fino ad una felicit\u00e0 espressiva e spontanea lontana da incrinature, da convenzionalismi e da una facile retorica.<br \/>\r\n <em>M. Biancale <\/em>(1954)<\/p>\r\n\r\n<p>...Assai delicato nella tavolozza, M. Biondi \u00e8 preferibile nei suoi \u201cinchiostri\u201d e nei \u201cguazzi\u201d come risulta nel paesaggio; ma anche nella figura l'artista riesce a dare un clima di umana tensione pur lasciando uomini e cose nel loro mando naturale.<br \/>\r\n <em>M. Venturoli<\/em> (1955)<\/p>\r\n\r\n<p>... Indubbiamente in Biondi v\u2019\u00e8 vocazione d\u2019artista: il suo modo di \u201cfare arte\u201d non rompe con la tradizione che anzi rispetta; ma' genera una vitalit\u00e0, un dinamismo che sono propri di chi produce stati d\u2019animo in immagini e, quindi, in poesia.<br \/>\r\n <em>V. Guzz\u00ed <\/em>(1960)<\/p>\r\n\r\n<p>\u2026 L\u2019arte del Collega Biondi \u00e8 molto simile alla nostra arte, alla mi a perch\u00e9 umana, espressiva, realistica anche se da lui il realismo \u00e8 reso spesso astratto dalla singolarit\u00e0 del segno sia nel bianco e nero (inchiostri) che nei colori dove, per\u00f2, \u00e8 sempre presente lo scultore. Egli riesce, sia nella creta che nel bronzo, nel marmo o nel legno a trasferire nel corpo dei soggetti un\u2019agitazione interiore che li fa vibrare, a volte, di una violenza quasi carnale.<br \/>\r\n <em>Jang-Jng-Feng<\/em> (1960)<br \/>\r\n Scultore Formosa<\/p>\r\n\r\n<p>\u2026 La problematica del dinamismo della materia statica, che il buon Mirone risolve col famoso Discobolo, trova in M. Biondi nuove soluzioni nelle quali la vibrazione delle membra e di panneggi \u00e8 come generata da uno spirar di vento continuo che muove ed agita la creta come se fosse viva e mobile. I rapporti tra ombra e luci, tra pieni e vuoti, tra realt\u00e0 oggettiva ispiratrice e soggettivismo della pi\u00f9 libera interpretazione artistica raggiungono un euritmia quasi perfetta e un fascino che sempre si rinnova.<br \/>\r\n Come in certi dipinti, ottimi, c'\u00e8 di continuo qualcosa di nuovo da scoprire, cos\u00ec nella grande e piccola statuaria di M. Biondl l\u2019imprevedibile susseguirsi degli elementi volumetrici e chiaroscurali generano, ad ogni mutar di luce o di punto\u00a0 di vista, inattesi aspetti che fanno delle sue opere piccoli capolavori dai molteplici elementi espressivi egualmente lontani dal linearismo, dalla nuda sintesi e dalla troppa calligrafica analisi.<br \/>\r\n <em>M.C. Malverna<\/em> (1963)<\/p>\r\n\r\n<p>...Le opere pi\u00f9 recenti di Biondi evidenziano l\u2019affermarsi di una tecnica che \u00e8 quella che l\u2019artista ha saputo dare a se stesso e cio\u00e8 un espressionismo sinuoso e contorto, a volte spasmodico, dove la figura \u00e8 sempre in movimento. Egli ha saputo fondere l\u2019aspetto materiale e immediato della natura con quello che nella natura stessa pu\u00f2 esservi di inatteso e di fantastico.<br \/>\r\n <em>F. Miele<\/em> (1963)<\/p>\r\n\r\n<p>... Anche quando dipinge e disegna M. Biondi\u00a0 ha la spiccata visione dello scultore e i suoi soggetti egli li \"vede\" in chiave scultorea.<br \/>\r\n Colpisce quel continuo agitarsi di membra, quel palpito, a volte sommesso, quella non sosta: i corpi pare perdano peso e gravit\u00e0 scoprendo lo sviluppo di superfici in uno snodarsi ritmico di volumi quasi immersi in una atmosfera astratta. Dovunque, per\u00f2, c\u2019\u00e8 una chiara lettura e tutto si muove entro i limiti di un controllato equilibrio compositivo.<br \/>\r\n <em>E. Kaufmann <\/em>(1963)<\/p>\r\n\r\n<p>\u2026 \u201cIl povero negro\u201d scarnito ed espressionizato non rappresenta che il simbolo,l\u2019emblema dell\u2019uomo dir oggi che , sotto tanti aspetti; vive sconsolato dal progresso tecnico-scientifico. L\u2019accentuazione scheletrica dei negri denutriti indica chiaramente una tendenza, un\u2019allusione che ha significato polemico. Per\u00f2, anche 5e le sculture del Biondi richiamano inconsciamente reminescenze\u00a0 giacomettiane, le stesse rivelano una singolare amarezza, un grido soffocato di ribellione, una diretta invocazione per un mutamento nella situazione negro-uomo del nostro tempo.<br \/>\r\n <em>F. P. Catalano<\/em> (1968)<\/p>\r\n\r\n<p>...Scultura lontana da involuzioni dialettiche e problematiche,\u00a0\u00a0 nessuna rottura con la migliore tradizione, rispetto al dato di natura rispetto ai valori eterni della classicit\u00e0 o meglio, della validit\u00e0 senza tempo.<br \/>\r\n ...L\u2019angoscia, gli smarrimenti, l\u2019 insicura realt\u00e0 e l\u2019 insicuro domani,\u00a0 che tanto caratterizzano\u00a0 gran parte dell\u2019arte del nostro secolo, sembra abbiano scelto a prototipo questi adolescenti del Biondi nelle cui bocche dischiuse da un grido muto si raggiunge l\u2019acme del rattristato sentire dell\u2019'artista<br \/>\r\n <em>W. Lazzaro<\/em> (1970)<\/p>\r\n\r\n<p>\u2026 In tutte le sue opere non sfugge il senso profondo di una vitalit\u00e0 classica, palpitante, sobriamente e naturalmente composta anche se, spesso, vi troviamo aperture spaziali assai suggestive ... Il fatto \u00e8 che l'opera di Biondi si potrebbe intendere come una \u201cfatica virtuosa\u201d prendendo in prestito un\u2019espressione della storiografia del seicento.<br \/>\r\n <em>N. Ardito<\/em> (1971)<\/p>\r\n\r\n<p>. . .C\u2019\u00e8 in Biondi, qualcosa che, trascendendo il reale, va oltre il simbolismo: una esaltazione di vita anzi, di vitalit\u00e0, di dinamismo. Indubbiamente \u00e8 un artista che ha vissuto e vive fino in fondo una professione di fede e che, nell\u2019 avventura dell\u2019 uomo, vede perpetuarsi la storia di ieri, e di sempre.<br \/>\r\n <em>L. De Libero<\/em> (1972)<\/p>\r\n\r\n<p>... Si guardi,\u00a0 per tutti il gruppo degli \u201cSpirituali\u201d; una terra cotta di altissimo valore plastico, dove i corpi abbandonati dei due cantanti, una uomo ed una donna, esprimono, nella loro nudit\u00e0, non solo l\u2019abbandono del corpo al canto sacro e dolente cui si offrono ma, soprattutto - a nostro giudizio - mettono a nudo I'anima addolorata con cui essi innalzano la loro persona e la loro fede a Dio. Biondi appartiene a quella luminosa categoria dei maestri che, nel silenzio e nella fiducia in se stessi, trovano la misura umana della bellezza eternamente sentita con la sola immagine di Dio sul mondo e nella anima nostra.<br \/>\r\n <em>S. Paparatti<\/em> (1972)<\/p>\r\n\r\n<p>...Scattano al ritmo di una coerente stesura plastica le eleganti astrazioni di forme che lo scultore intona al gusto attuale con agile ricercata ben maturata esperienza.\u00a0 \u00c8 sua prerogativa, una prerogativa del Biondi incorporare nelle opere nutrimento classico aggiornato secondo le nuove estetiche con dinamica partecipazione storica delle contingenze esistenziali, per cui esse diventano attestazioni storicistiche, ed \u00e8 nei volti che tecnica e spontaneit\u00e0 sensibilizzante si fondono e traducono il segreto del suo genio di firma indelebile. Tra i volti, quello del Cristo \u00e8 il viso nella radicale significazione del \u201cvisum\u201d a livello introspettivo. Nella dimensionalit\u00e0 umana del corpo del Cristo il Viso \u00e8 nota spirituale raccolta in sordina tra le spalle e i capelli, punto focale da scoprire per gradi, come salendo a Lui nella scala del dolore dove \u00e8 posto. <br \/>\r\n <em>N. Prinzi <\/em>(1972)<\/p>\r\n\r\n<p>...Ho riscontrato in Biondi una persona sensibile a tutti gli aspetti della vita che segue la sua strada con volont\u00e0 ferma. Partendo da origini realistiche, figurative ad una. ricerca spirituale, mantiene sempre, come misura, I\u2019 essere umano.<br \/>\r\n <em>C. German-Jann<\/em> (1972)<br \/>\r\n scultrice Zurigo<\/p>\r\n\r\n<p>\u2026 Vedo, altres\u00ec, nell\u2019opera di Biondi di Giubbino il segno di una idea artistica e religiosa eseguita, come\u00a0 dicevano gli antichi a regola d\u2019arte.\u00a0 Ci trovo 1la sua anima innamorata del Signore, una contemplazione dell\u2019uomo Dio... Mi auguro che questa voce di verit\u00e0 e di poesia accolta in una chiesa, possa parare alle anime.<br \/>\r\n <em>Monsignor G. Fallani<\/em> (1972)<br \/>\r\n Sopraintendente Arte Sacra Vaticano<\/p>\r\n\r\n<p>\u2026 Lo scultore non limita, i propri interessi espressivi e le proprie sperimentazioni formali ad una pur vasta gamma di risorse tematiche, di originali invenzioni, per il fatto che la sua salda base di fisica conoscenza e la particolare capacit\u00e0 ricettiva, nonch\u00e9 l\u2019attenta osservazione anche rientrante nell\u2019ambito di una approfondita introspezione psicologica gli consentono di affrontare le ingenti difficolt\u00e0 opposte dalla trattazione del ritratto con estrema sicurezza e con evidente bravura. Come sento di dover ricordare quanto, in campo grafico, Biondi va svolgendo al fine di pervenire a soluzioni rientranti nell\u2019ordine di una astrattistica figuralit\u00e0 resa attraverso la libera oggettivazione dei valori di movimento e di spazio e il determinarsi di essi in senso plastico onde giungere ad una quasi tetradimensionalit\u00e0 della risultanza portata ad isolarsi, strutturandosi iperbolicamente nel campo della pi\u00f9 estrosa ideazione.<br \/>\r\n <em>V. Scorza <\/em>(1972)<\/p>\r\n\r\n<p>...La sua opera non \u00e8 soltanto un'avveduta penetrazione di ci\u00f2 che \u00e8 visibile a noi, dell\u2019esistente,\u00a0 ma un superamento ad esempio, del fisiologico nell\u2019uomo per ricostruirlo in cosciente e sacra drammaticit\u00e0 (vedi il suo Cristo) di prorompente agilit\u00e0 (vedi i nudi africani) sicch\u00e9 i piani, e i volumi di cui vivono le sue composizioni statuarie riescono non arbitrari, ma spiritualmente illuminata, quasi la materia attendesse proprio quella redenzione plastica per rivelarsi a noi: mi riferisco, particolarmente, al \"nudo\" il \"negro\".... Questa \u00e8 la modernit\u00e0 che amo, quella che ha un altissima premessa nella\u00a0 \"piet\u00e0\" della vecchiaia di Michelangelo.(vedere il \"Cristo sulla scala\" ).<br \/>\r\n <em>M. Rivosecchi <\/em>(1972)<\/p>\r\n\r\n<p>...Rendendo sempre omaggio alle sembianze fisiche, ha poi toccato una meta elevata nell\u2019arte con la \"deposizione\" del 1945 (mai esposta n.d.a.) dove ha scelto, quale argomento suscitatore di compianto e di preghiera, come gi\u00e0 l'ultimo Michelangelo, l\u2019epilogo della consumazione del sacrificio, cio\u00e8 il peso della morte appalesato dal reclinar del capo (i capelli quasi nascondono il volto), dal lento scivolare delle membra abbandonate e dalle ginocchia che si piegano.<br \/>\r\n Dinanzi alla Salma del Cristo, al corpo in cui non alberga pi\u00f9\u00a0 lo spirito, la meditazione \u00e8 rivolta allo estremo esito dell\u2019 oculastro redentivo \u2026. Una svolta decisiva per l\u2019artista \u00e8 contraddistinta dallo\u00a0 sfilamento della figura umana\u00a0 cui ha sottratto quanto pi\u00f9\u00a0 massa possibile. Braccia, gambe, dorso e fianchi sono ridotti filiformi affinch\u00e9 si snodino, si flettano, si aprano nello spazio a prendere slanci a spiccare voli,\u00a0 a compire agili movimenti ritmici di danza. Lo stesso \u201cDon Chisciotte\u201d e circondato da un esile filo che gli ruota intorno. Gli ovali dei capi sono gli unici\u00a0 punti veramente fermi in questi scatti e guizzi lineari. Ma. tale inclinazione stilistica, all\u2019altezza, alla piattezza, alla magrezza gioca altrove un ruolo non di mera eleganza bens\u00ec espressionistico, manifestando sofferenza e pena, malessere e angoscia nella condizione di individui oppressi fisicamente e moralmente (vedi \u201cSpirituals\u201d e \u201cDacchau\u201d). Da ultimo, Biondi ha tentato di portare la spinta dell\u2019urgente espressionismo oltre la veridicit\u00e0, tramutando surrealmente la carne umana nelle specie di stracci torti, strizzati o di materiale vegetale poich\u00e9 troviamo alcune apparenze di foglie in queste figure. Parlano in modo perspicuo di siffatto orientamento, i disegni da lui definiti \u201cComposizioni Cellulari\u201d e il bronzo \u201cScomposizione\u201d dov\u2019\u00e8 osservabile l\u2019esperienza della cavit\u00e0, dello spazio vuoto accolto nella metamorfosi che simboleggiano la perdita dell\u2019anima subita dall\u2019uomo contemporaneo. <br \/>\r\n <em>G. D\u2019Avi\u00e0 <\/em>(1972)<\/p>\r\n\r\n<p>Definire le vie dell\u2019arte \u00e8 da tempo l'impegno dei critici che attendono a ricercare evoluzioni, mutamenti,\u00a0 rettifiche, interpretazioni nell\u2019opera dell\u2019artista. Per Michele Biondi, scultore, ormai affermato in campo internazionale, \u00e8 difficile trovare i \u201cpassaggi\u201d\u00a0 dalla una alla altra forma di espressione artistica. Si sa che generalmente uno scultore incomincia con la pittura, per poi affermarsi nella scultura. Michele Biondi, scultore, \u00e8 scultore anche quando dipinge: i suoi soggetti egli li \"vede\" in chiave scultorea e, quindi \u00e8 difficile indicare i passaggi dall\u2019una all'altra forma di espressione \u2026 Ecco perch\u00e9, egli, scultore per naturale vocazione, si dedica alla pittura e, non soddisfatto, si esprime di nuovo con la scultura per dire, con la maggiore efficacia possibile, ci\u00f2 che la su'a sensibilit\u00e0 di artista non pu\u00f2 contenere. <br \/>\r\n <em>L. Mancini <\/em>(1975)<\/p>\r\n\r\n<p>...Superate alcune iniziali tendenze vagamente boccioniane che trasudano compiacimenti d'avanguardia futurista, man mano il Biondi seppe, ora con raffinate terrecotte, ora con bronzetti di squisita fattura, impadronirsi totalmente del \"pathos\" che Hegel proclamava \"il vero punto dell\u2019arte\", punto, ovvero pienezza dell\u2019espressione, che consente all\u2019artista di mutare una sola figura in un intero mondo attraverso il proprio interiore spirito che, senza accorgersene, sa attingere ogni giorno, ogni ore, ogni minuto dalla strada, dalla gente, dalla natura che lo circonda.\u00a0 Mi sovvengono a proposito e gioiosamente le rivedo, perch\u00e9 il ricordo \u00e8 vivido e prende corpo, le oltre quaranta sculture (bronzo, argento, terracotta, marmo, legno, pietra, gesso ) e l\u2019abbondante raccolta di schizzi, disegni, tempere, inchiostri,\u00a0 penne ecc. che M. Biondi di Giubbino, per iniziativa dell\u2019Ente Italo \u2013 Svizzera di Cultura e del Comune di Roma, sotto il patrocinio dell\u2019Ambasciata Svizzera in Italia, riun\u00ec, anni addietro, nelle imponenti sale del romano Palazzo Braschi. Tutte le sue opere sono un canto di spiritualit\u00e0.....E che dire di quel suo \"CRISTO\" alto quasi due metri che mani invisibili fanno scivolare gi\u00f9 da una scala, sostenuto da cordami fatti passare sotto le ascelle. Il corpo; sfinito dalla sofferenza dell\u2019agonia e dissecato dal \u201ctransito\u201d scivola (e non \u201csembra che scivoli\u201d) sulle scarne ossute ginocchia intanto che i capelli \u2013 drammatico sipario \u2013 che si traduce in altissima lirica impetuosa e potente come una lauda (e) di Fr\u00e0 Jacopone nascondono parzialmente lo stanco, tormentato, dolcissimo volto. Michele Biondi riesce a fondere l'umano con il divino e ci\u00f2 \u00e8 confermato dalle innumerevoli opere di carattere religioso sparse un po\u2019 dappertutto in Italia e all\u2019estero. <br \/>\r\n <em>Glauco Rino Nesi <\/em>(1987)<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Alcuni giudizi critici : &#8221; le sculture di M. Biondi ci appaiono, pi\u00f9 che una intuizione artistica, una realt\u00e0: una realt\u00e0 un po\u2019 alla Gemoto per intenderci, ma illuminata da una personalissima intuizione dello spirito. Ne scaturisce perci\u00f2 una scultura sua non figure e nemmeno manichini. 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